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jueves, diciembre 21

Con ecos de la Toscana


IN MEMORIA

È bastato un uccello che fuggisse
di sotto ai rami schietti d’un sambuco
e un attimo radesse l’acqua verde
per ripensare a te, convinto
com’eri che 'una fine con spavento
è meglio d’uno spavento senza fine'
(ancora annominatio, disco rotto).

Ma ecco avvampa nel suo training rosso
l’ex allieva che non ricorda nulla
e si ritempra col percorso vita.
Di stazione in stazione
eccola che s’arresta: fiette, tende
il tronco, alza le braccia in alto,
le bilancia in avanti, poi cerchi,
salti accosciati, costali
sugli ostacoli, senza trascurare
le ginocchia, le anche,
fino al ponte
dove ti ritrovarono.

Giorgio Orelli
(Airolo,Ticino,1921)

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